| Il musical interattivo.
Il musical interattivo nasce da una diversa esigenza rispetto al musical multimediale: non l’opportunità di sfruttare le possibilità offerte dalla tecnologia e dalla grafica, ma l’esigenza di abbattere in qualche modo il muro che in teatro separa il palco dalla platea, gli attori dal pubblico. Già in tante occasioni il teatro, non solo quello musicale, ha tentato di infrangere questa distanza; il musical e la commedia musicale hanno recepito questa tecnica e l’hanno modellata su di sé. Chiamiamo qui musical interattivo quella particolare tipologia di musical dove il pubblico è coinvolto nella realizzazione e costruzione dello spettacolo. Questa definizione, come si può osservare, può essere adottata anche per altri tipi di rappresentazione, perché l’interazione e la relazione non riguardano la specifica struttura del musical, cioè la combinazione di canto, danza e recitazione. Semplicemente, si può parlare di musical interattivo ogni volta che si assiste ad un musical nel quale il pubblico è chiamato ad attivarsi in modo diverso rispetto alla normale fruizione della rappresentazione: viene coinvolto e contribuisce alla riuscita e al compimento dello spettacolo. Lo spettatore non è più un passivo osservatore di ciò che avviene sulla scena, ma sa che in qualche momento il suo contributo sarà richiesto, e ancora di più sarà necessario ed indispensabile. L’interattività di un musical è quindi una relazione attiva e reciproca tra attori e pubblico, tra spettacolo e pubblico. Essa può svilupparsi in vari modi. Una delle sue forme più semplici è forse quella in cui gli attori scendono dal palco e proseguono la rappresentazione in platea, o quando chi assiste è chiamato sul palco, diventando così figurante. E’ questo il caso di The Rocky Horror Show, che con il tempo ha instaurato con il pubblico una forma di relazione delle più particolari: i tanti fan dello spettacolo accorrono nei teatri dove lo show viene rappresentato vestendosi con gli stessi abiti indossati dai protagonisti, creando così una continuità dell’atmosfera horror dal palco fino all’ultima fila; il pubblico poi è libero di alzarsi in piedi, ballare e rispondere alle battute dei personaggi. L’interattività non è però solamente una più vicina relazione fisica tra chi recita e chi assiste, ma può assumere anche le dimensioni del gioco tra le due parti. Ultimamente all’estero sta ottenendo successo un tipo di musical nel quale il finale rimane incompiuto e quindi aperto a molteplici soluzioni: spetta al pubblico osservare attentamente e poi decidere quale deve essere l’esito. A questa tipologia risponde quello che viene anche chiamato musical giallo, che fino a questo momento in Italia non ha avuto alcun spazio. E’ un musical giallo-interattivo, ad esempio, Clue, uno spettacolo che si rifà al gioco di società “Cluedo”, dove otto personaggi, invitati ad una cena, sono sospettati di omicidio. I canti e i balli sono qui utilizzati per fornire indizi, prove e per far sorgere nel pubblico i sospetti. Allo spettatore rimane da scegliere tra duecentosedici conclusioni possibili (chi è il colpevole, in quale stanza e con quale arma è stato compiuto il delitto…). Altro giallo è poi The Mistery of Edwin Drood, un musical ispirato ad un romanzo rimasto incompiuto di Charles Dickens, dove è affidato al pubblico il compito di scegliere quale finale sia più adeguato alla vicenda.
In Italia solo recentemente ha debuttato un musical che può essere definito, se non giallo, almeno interattivo: Studio 54 Absolutely Live. Lo spettacolo è prodotto da L’Artistica, società di produzione fondata e diretta da Lorenzo Vitali, che negli ultimi anni ha scelto di orientare la sua attività verso il genere teatrale del musical. Tra le altre produzioni, ricordiamo Il Violinista sul Tetto, Fame-Saranno Famosi e Gianburrasca il musical. Studio 54 è interattivo perché è il pubblico a decidere il finale, che non risulta quindi già fissato una volta per tutte nel libretto dell’opera. Lo spettacolo racconta di un imprenditore che apre in una non definita provincia italiana una discoteca che si ispira allo Studio 54 di New York, tempio della disco music anni Settanta-Ottanta, ritrovo trasgressivo di superstar, artisti ed intellettuali. Una sera, nel locale viene organizzata una sfida tra un egocentrico personaggio televisivo e un famoso dj per ottenere la parte da protagonista di un nuovo show. La sfida, giocata a colpi di canzoni e coreografie rigorosamente anni Ottanta, occupa l’intero secondo atto della rappresentazione e rappresenta l’elemento che fa del musical uno spettacolo interattivo: è il pubblico infatti che, assistendo con attenzione alla sfida, decreterà il vincitore. Qui il pubblico è quindi chiamato a scegliere il finale, a dare un giudizio di merito, ed è in questo senso che contribuisce, di volta in volta, alla realizzazione-conclusione dello spettacolo. |